Tre sono le caratteristiche che definiscono la professionalità
di un operatore della sanità:
il sapere, ovvero il possesso di conoscenze teoriche aggiornate;
il fare, ovvero il possesso di abilità tecniche
e manuali;
l'essere inteso come capacità di comunicare e di
relazionare.
Per il singolo operatore mantenersi aggiornato e competente
risulta oggi essere sempre più difficile in relazione
al continuo sviluppo della medicina, delle conoscenze biomediche
e delle innovazioni tecnologiche ed organizzative.
Per supportare gli operatori in questo difficile compito, in
tutto il mondo sono stati realizzati programmi di Educazione
Continua in Medicina (E.C.M.); essa comprende "l'insieme
organizzato e controllato di tutte quelle attività formative,
sia teoriche che pratiche, promosse da chiunque lo desideri
(si tratti di una Società Scientifica o di una Società
professionale, di una Azienda Ospedaliera, o di una Struttura
specificamente dedicata alla Formazione in campo sanitario,
ecc.), con lo scopo di mantenere elevata ed al passo con i tempi
la professionalità degli operatori della Sanità."
L'istituzionalizzazione dell'E.C.M. in Italia si è avuta
con il decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, ed integrato
dal decreto legislativo 19 giugno 1999, n.229.
Successivamente, la Commissione nazionale per la formazione
continua, costituita con decreto
del Ministero della Salute del 5 luglio 2002, ha individuato,
ai sensi dell'art.16-ter, comma 2, del suddetto decreto 502
del 1992, i temi prioritari di E.C.M (obiettivi
formativi di interesse nazionale) ed ha ritenuto opportuno
prevedere una progressione nel numero di crediti acquisibili
annualmente secondo il programma quinquennale così definito:
2002: 10 crediti (con un minimo di cinque ed un
massimo di 20);
2003: 20 crediti (con un minimo di 10 ed un massimo
di 40);
2004: 30 crediti;
2005: 40 crediti;
2006: 50 crediti.
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